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( sabato, 17 maggio 2008; 14:36 )
Ho notato che qui spesso parlo di cose esterne a me. Avvenimenti che mi riguardano, ma non mi toccano nel profondo. Invece oggi sento di avere un fardello sulle spalle. E sento che devo scriverne per alleviare almeno un po’ questo senso di oppressione. La mia prima cotta seria. Giulio, due anni in più di me. Bello. Ricco. Fratello di una mia cara amica, Isa. E fidanzato da otto mesi con una bellissima ragazza bionda. La solita vecchia storia. L’ho conosciuto un pomeriggio settembrino di più di due anni e mezzo fa. Ero nella camera di Isa, e mi stavo cambiando la maglietta di fronte allo specchio, preparandomi per uscire. Isa è in cucina al telefono. Mentre mi tolgo la maglietta, sento la porta che si apre ma non vedo chi è. Pensavo fosse la mia amica, invece è suo fratello. Avvampo all’istante e cerco di coprirmi con la maglietta che ho ancora in mano, mentre lui sorride [il classico sorrisetto furbo che fa impazzire le ragazze] e dice: “Oh, ma che bella sorpresa! Ho solo bisogno di un libro, non preoccuparti. Vado via subito.” Pietrificata da una marea di emozioni: confusione, vergogna, attrazione fortissima. Non apro bocca, ma cerco di sorridergli. Questo è stato il primo impatto. In seguito, ci siamo conosciuti meglio. Giulio era un ragazzo vitale, sempre in movimento, con un sorriso bellissimo che mostrava spesso e che aveva la capacità di illuminare la giornata più grigia. Perlomeno, così sembrava a me. Sapevo che aveva una ragazza, sapevo che era bellissima, sapevo che lui ci teneva a lei. Ma una sera, dopo ore passate sotto le stelle a parlare di qualsiasi cosa, seduti nel patio di casa sua mentre intorno a noi c’era una festa, mi aveva detto: “Vorrei stare con te.” Il mio cuore era diventato un macigno. “Ma lascerai Eleonora?” “No. Non posso.” Freddo. Un freddo assurdo mi aveva catturata e circondata. Cosa diavolo ero? La seconda scelta? L’altra? No. Giulio non era quel genere di persona. Ho capito solo da poco che per lui ero la consolazione. Ero il mondo esterno. Ciò che non era la sua vita. Il suo solito giro di amici. La sua ragazza. Aveva un grande bisogno di uscire dal suo ambiente. In cui tutti erano belli, simpatici, affascinanti. Ma sua madre aveva un tumore. Lui prendeva delle pasticche. Isa era anoressica. Tutte queste cose le ho scoperte in seguito, e mi sono disgustata di me stessa per non aver capito. Per non aver fatto qualcosa. Avevo poco più di sedici anni e tutto era diventato un vortice in cui ero l’ancora di salvezza di troppe persone. Così, per immaturità, per debolezza, mi sono lasciata travolgere. Mai preso niente, mai fatto niente con Giulio, ma…avevo dimenticato me stessa. Mi ero rifugiata in un mondo apatico. Poi, una domenica mattina, un messaggio di un amico. “Devi vivere in funzione di te stessa, a prescindere dagli altri. Fai ciò che ti soddisfa con o senza gli altri.” Lo conservo ancora nella memoria del cellulare. Dal giorno dopo, mi allontanai. Ed oggi, ripenso a Giulio e lo chiamo Heathcliff. Io, che non sono romantica, l’ho soprannominato come il personaggio di “Cime Tempestose”. Perché è vero che ciò che non si realizza, anche se ormai è lontano, resta qualcosa di più caro di ciò che si realizza e ci delude. Stasera lo rivedrò dopo un anno che lo incontro solo per qualche istante, quando vado a visitare Isa, che ora è ricoverata. Spero tanto che sia riuscito a lasciarsi tutto alle spalle. lyndea; memories, my life, friends, sadness, missing, pain, things, my reflections, loneliness, stupid tears; commenti (2)? ![]() ( martedì, 13 maggio 2008; 14:50 )
Ore 13.30: la classe III B esce dal liceo, distrutta da una terza prova svolta fra alti e bassi. Gli alti: carambole per suggerire a Helen cos’è la conferenza di Bandung, grazie all’ausilio di una gomma. I bassi: le domande di Scienze non erano nel programma e nessuno ne sapeva la risposta, al che abbiamo usato l’immaginazione.Allie, mia compagna, mi saluta dicendomi: “Lynd, poi fammi sapere!” Torno a casa, accendo il computer [non sono pazza, è lentissimo a caricarsi] e vado a pranzare. Ci metto più del solito, poi mi faccio coraggio e con il sostegno della mia genitrice apro la schermata dell’università. ‘Esiti della selezione’. Premo sulla scritta azzurra, e ho la tentazione di chiudere gli occhi, ma non faccio in tempo che… Si comunica che Lyndea Ha superato la selezione per l’ammissione al corso di laurea in Economia Aziendale e Management per l’a.a. 2008-2009. “Mamma, posso svenire?” “Svieni sul letto, allora, che se no ti rompi la testa.” Mia madre è una donna pratica, direi. Non sono svenuta, ma ho saltellato per casa per circa dieci minuti, urlando frasi sconnesse [“Posso essere idiota? Sto tre metri sopra il cielo!”…risate dal pubblico]. Così uno dei miei problemi più prossimi si è annullato. Un mezzo futuro ce l’ho. Diciamo un quarto, forse anche meno. Un centesimo di futuro ce l’ho. Però sono contenta lo stesso. Questo è un post monotematico. Non si era capito?! ![]() ( mercoledì, 07 maggio 2008; 17:49 )
Oggi è stata una giornata normale. Ma sono devastata già adesso. Distrutta, un ammasso di ossa e carne che deambula per casa con la vitalità di un bruco. Pazienza.Si vede proprio che è primavera. Intorno a me tutti si accoppiano. Non nel senso che pensate voi, birichini! Intendo dire che nascono moltissime nuove coppie. Sono tanto felice di vedere tutte le mie amiche sorridenti e innamorate, di sentirle parlare dei rispettivi morosi con gli occhi luccicanti, di dover implorare pietà all’ennesimo: “Ma ti ho già detto quant’è carino?!”. Sono felice anch’io, davvero. Solo che poi partono con il discorso classico. “Devi assolutamente conoscere un suo amico…” Non ho nulla contro le nuove conoscenze, anzi. È stupendo conoscere persone nuove. Ma le uscite a quattro [amica, moroso dell’amica, amico del moroso e me] mi imbarazzano. Senza contare che le persone preferisco conoscerle da sola, senza intermediari. L’unico problema è farlo a capire al plotone di amiche armate di buone intenzioni che al momento mi subissano di inviti. A meno che non vogliano presentarmi Jude Law. O Gael Garcìa Bernal. Insomma, in quel caso posso anche fare un’eccezione. Scuola? Tutto bene. A parte i soliti professori pazzi, che tutti abbiamo e sopportiamo. Mi domando se sia la categoria ad accettare fra le sue fila solo persone al limite della psicosi oppure se sia una conseguenza dell’insegnamento. Ho iniziato la tesina. Spero anche di finirla!
![]() ( mercoledì, 30 aprile 2008; 18:06 )
Allora. Sono tornata dalla Puglia. Mi manca già il gruppo delle Abandonatae [perché tutte noi eravamo sprovviste di docenti accompagnatori, il che alla fine si è rivelato un punto positivo]. Persone davvero simpatiche e quanto più distante dal solito canone di secchione che paventavo, e di cui in effetti c’era qualche esempio. Sono stanca, ma desiderosa di buttarmi sulla mia tesina. Argomento? Lo Stalinismo e la Letteratura; come il regime è stato ritratto dagli scrittori. Ho scelto “Il dottor Zivago” di Boris Pasternak, “Una giornata di Ivan Denisovic” di Aleksandr Solzenicyn e “1984” di George Orwell, in inglese. Sono tutti libri che amo molto, quindi spero di ricavarne un buon lavoro. Ho preso la patente, a proposito. Devo dare un nome alla mia macchina: una Peugeot 206 blu notte. Credo che sarà un maschio. Sì. Chiudo augurando buon Primo Maggio a tutti. Riposatevi, ché ne abbiamo bisogno!
![]() ( giovedì, 24 aprile 2008; 16:07 )
Tornata da Berlino, fra poco mi rimetto a fare le valigie, visto che devo partire per la Puglia [concorso di latino a cui sono stata iscritta dalla prof contro la mia volontà].Che dire. È stata una gita breve, solo cinque giorni. Mi sono innamorata di Berlino, sono rimasta affascinata dal tedesco e colpita da tutto il verde che ho visto. La mia classe [o meglio la frazione di essa che ha partecipato] è stata f a n t a s t i c a. Li ringrazio tutti, con un abbraccio ed un sorriso. Sono tutte persone a cui voglio davvero bene, e che spero di vedere realizzare i loro sogni: hanno tutti qualcosa dentro di unico e luminoso, e magari anche un po’ pazzo. Ho mandato un sacco di cartoline. Mi si è stretto il cuore davanti ai resti del Muro. Mi è parso una ferita che ormai ha una crosta ma che continua a fare male, per i ricordi che scatena. Gli occhi mi si sono inumiditi davanti al monumento per le vittime della Shoah. Moderno, forse difficile da comprendere senza una spiegazione. Una serie di parallelepipedi di varie dimensioni, che mi hanno ricordato una serie di tombe. Un labirinto agghiacciante. Ascoltavo “Heroes” di David Bowie. Mi sento più piena e allo stesso tempo più vuota. No, non vuota, più leggera. È strano, ma ho capito delle cose, e ne ho lasciate perdere altre. Adesso, con la voce un poco roca e i piedi distrutti dal cammino, sono serena. Ho lasciato alle mie spalle il sole, le risate ed i problemi di questi cinque giorni. Ma se mi guardo indietro, non posso fare altro che sorridere. ![]() ( mercoledì, 16 aprile 2008; 16:01 )
Visto che sabato mattina ad un orario immane [le 5] parto per Berlino, e considerato che nei prossimi due giorni sarò impegnatissima, aggiorno oggi. Lettori e lettrici del mio blog, speriamo in bene. Speriamo in bene di arrivare a giugno con tutti i neuroni a posto. Speriamo in bene di riuscire a scrivere una tesina decente. Speriamo in bene di far casino in gita. Speriamo in bene di essere felice. Speriamo in bene che l’Italia si risollevi, nonostante una scelta elettorale discutibile. Speriamo in bene che qualcuno si accorga del Tibet, del Sudan, e di tutti quei posti dove le cose vanno male. Speriamo in bene che la Terra sopporti la nostra specie per molto, molto tempo. Speriamo in bene per tutto, insomma. Io tiro avanti. Acciaccata, stanca, isterica, a volte triste, a volte allegra, ma tiro avanti. Il mio motto è: live, learn, love.
![]() ( domenica, 06 aprile 2008; 12:54 )
A volte mi domando perché faccio vita mondana. Ieri sera è stato il delirio: o la sottoscritta veniva puntata da quattordicenni con la bocca ancora sporca di latte, oppure da trentenni che potrebbero benissimo essere i miei padri biologici. Insomma. Uno all’incirca della mia età? Non sono mai stata fiscale, ma forse dovrei girare con un cartello che specifichi: over 18-under 25 only, astenersi perditempo. La settimana in apnea scolastica è finita. Martedì, tema di sei ore, analisi del testo: “Meriggio” di Gabriele d’Annunzio o “X Agosto” di Giovanni Pascoli? Per me è una sfida fra giganti, nel senso che nessuno fra i due mi fa impazzire. Alla fine, visto che la giornata era luminosa ed il mio umore buono, ho scelto d’Annunzio. Giovedì, interrogazione di Greco su Tucidide e la peste nella letteratura. Ho scelto Manzoni, all’insegna del masochismo più puro. Venerdì, interrogazione di Matematica, sostenuta con brividi e mal di testa. A parte un paio di svarioni, le derivate mi hanno abbastanza sorriso. Sabato, interrogazione di Scienze, la prof si era dimenticata che doveva interrogare; dopo una mezza crisi isterica [nostra], ci ha sentito in corridoio. Sì, in corridoio. La prossima sarà un pochino meglio, per fortuna. L’unica cosa che vorrei fare è stare sdraiata al sole, mangiando fragole, ascoltando “Romeo and Juliet”. Crogiolarmi nell’aria tiepida di Aprile e dimenticarmi del mondo. E per qualche istante, ho la fortuna di poterlo fare.
![]() ( lunedì, 31 marzo 2008; 19:42 )
È una settimana che non posto, credo sia uno dei miei record!Ma per rimediare, ecco qui la risposta al meme per cui Bucephalos mi ha nominato. Devo rivelare al mondo blogosferico cinque miei inconfessabili segreti. Premetto che per me è abbastanza difficile, perché non ho molti segreti, ma tanto vale tentare. * Da piccola odiavo il mio nome e volevo farmi suora. Non per vocazione, ma per cambiarlo! * Poco tempo fa ho sognato il ragazzo di una mia amica. Eravamo insieme, e non stavamo proprio fermi a guardarci negli occhi [a buon intenditor poche parole]. Da allora mi imbarazza un po’ incontrarlo. * Non sono mai riuscita ad interessarmi a un ragazzo oltre le prime uscite [a parte una sola dolorosa eccezione, in cui però non ci sono state uscite, ma solo un gran casino]. * Piango sempre e solo da sola, se ci riesco. * Ho un carattere molto spigoloso, e diffidente. Non mi fido di nessuno fino in fondo, perché ho coscienza che tutti potrebbero tradirmi, magari senza volere. Aggiornamenti sulla mia vita. Sono sempre di corsa, non ho tempo per niente, la scuola è il solito delirio, ma gli amici mi tirano su. Propositi per il mese di Aprile. Scrivere un po’ di più sul blog, portare a termine due cose importanti, godermi la gita a Berlino [l’ultima], scrivere la tesina. E se ci riesco, anche divertirmi! ![]() ( lunedì, 24 marzo 2008; 13:07 )
La mia voglia di scrivere è davvero a livelli minimi.Sarà anche colpa di tutte le cose da fare, che non mi risparmiano neppure durante le vacanze di Pasqua. Oggi ho preso una decisione. Vale a dire: darmi una regolata. Non posso essere più chiara, non capisco bene neppure io cosa intendo. Credo di voler mettere ordine in tutti i campi della mia vita, ecco tutto. In che modo farlo…non lo so ancora – o forse sì, devo solo esplicitarlo. Ho in mente un’idea per un racconto lungo. Tipo “Chocolate Music”, per fare un esempio comprensibile a chi mi legge da un po’. Un personaggio vaga per i miei pensieri da qualche giorno. Vorrei proprio riuscire a dargli vita. Ho tante cose che mi aspettano. Ho tanta voglia di afferrarle e viverle. Però non voglio correre. Voglio camminare, godermi il sole che mi riscalda il viso e poi raggiungerle, e godermele. ![]() ( sabato, 15 marzo 2008; 14:05 )
![]() Considero valore – Erri de Luca Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca. Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle. Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano. Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco. Considero valore tutte le ferite. Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che. Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato. Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia. Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore. Molti di questi valori non ho conosciuto. ![]() |
Lyndea
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*loading* people gave a look to my life.
Who said what: JillianMcKanzie in And now I call him H... DellaRocca in And now I call him H... summerkiss in Oh, just a little bi... summerkiss in Oh, just a little bi... legabl in Oh, just a little bi... bucephalos in Oh, just a little bi... legabl in Oh, just a little bi... ellyelle in Oh, just a little bi... TheFireyNais in Oh, just a little bi... sideris in Oh, just a little bi... I speak about: cars christmas disappointment food friends hysteria illness libri little story loneliness love love for veggies meme memories missing movies my life my reflections not important but funny pain poetry sadness school smile songs spring stupid tears sweet food they say things travel winter What is time and why should we consider it Past?: oggi maggio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 dicembre 2007 novembre 2007 ottobre 2007 settembre 2007 agosto 2007 Words
Il Medaglione;
Anobii.
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